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giugno 29, 2005

Tra i libri comprati nell’ultima trasferta in patria c’e’ "Crescete e prostituitevi" di Oliviero Beha. Adesso non fucilatemi subito con i vostri commenti sarcastici. Lo so anche io che non e’ uno di quei libri che rimarranno eterni, lo so, punto. Ma lui scrive bene e cmq, e’ uno dei pochi equidistanti nella pietosa guerra politica che invade la nazione che mi dota di passaporto. Beha contribuisce al pessimismo italico. Non lo fa su basi economiche. Racconta lo sfascio culturale del paese. Difficile dargli torto. Ho sorriso amaro quando ho letto le varie analisi sociologiche e politiche sul disastro dei referendum. Tutte o quasi tutte tese a legittimare una coscienza collettiva nel bocciare i quesiti referendari, consapevole attraverso il non voto di compiere una scelta politica. Sarebbe bello. Ma non e’ cosi’. Lo sappiamo tutti. Anche se lo neghiamo per amor proprio e per una sorta di residuo orgoglio patrio. Ahime’, il disastro elettorale e’ figlio del disastro culturale che ha colpito l’Italia. Il libro di Beha descrive questo disastro. Lo certifica.

Detto questo, Beha si perde quando cerca di spiegare le cause. E si immerge in un miscuglio di Craxi, Berlusconi, PCI, DC, Andreotti, ecc… Come se il disastro culturale fosse una peculiarita’ tutta italica. Invece non e’ cosi’… Regno Unito, Germania, la landa sotto il livello del mare che mi ospita, Francia, Stati Uniti vivono lo stesso problema. Eleggere Terminator governatore della California non e’ un segnale? Il ballottaggio Le Pen-Chirac? Il Sun che vende oltre due milioni di copie? L’omicidio di Pym Fortuin dimenticato con un battito di ciglia?

No, no, non abbiamo il monopolio della "decadenza". L’abbiamo importata. Come tutti i fenomeni epocali degli ultimi secoli…

K  

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One Comment
  1. anonimo permalink

    il libro di beha volevo comprarlo anch’io, aggiungerei pure il libro di severgnini.
    in europa manca un’ideologia, per 60 anni il cult o il must era quella comunisteggiante che ha fallito in tutti i campi soprattutto per i modelli sociali. per me l’unica ideologia è quella liberale laica e nn discriminante. il buon socialista di zapatero ad esempio ha discriminato gli etero e favorito i gay invece di equipararlo questo è il modello di sinistra. discriminiamo uno e favoriamo l’altro, in italia grazir alla sinistra gli italiani sono discriminati nei confronti di sloveni tedeschi e francesi, se vai in istria tutto bilingue ma parlano lo slavo da noi bilingue ma parlano l’idioma indigeno. ciao giorgio

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