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febbraio 19, 2005

500 mila persone per la giornalista del manifesto. Appelli ovunque per la sua liberazione. Mi associo. Ma allo stesso tempo mi dissocio.

Mi associo perche’ quella donna e’ un essere umano sottoposto ad un gesto di violenza inaudita. E tale violenza deve cessare.

Mi dissocio per i valori che vengono assegnati a questo essere umano. "Giovanna, giornalista di pace" e’ lo slogan a sostegno della vittima. No, non sono in grado di giudicare se sia veramente giornalista di pace o solo schierata contro una guerra made in USA. Certo, il quotidiano per cui lavora lascia qualche dubbio. Ma non e’ questo il punto. Il punto e’ che vivremmo in un mondo migliore se non ci fossero atroci dittature militari. Se non ci fossero invasioni militari in violazione del diritto internazionale. Se non ci fossero religioni usate come pretesto per violenze inaudite e sporche guerre di potere. Se ci fossero mobilitazioni contro ogni sopruso e non contro qualche sopruso. Se la gente considerasse allo stesso modo una giornalista del Manifesto e un ragazzo che lavorava in Iraq come guardia del corpo.

Kasko

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